DESCRIZIONE LIBRO

Codice: 52051

Titolo: COME UN DIARIO - IO HO PROVATO

Autore: Sara Campesan

Collana: LE CARTE NASCOSTE

Codice ISBN: 88-456-1150-6

Pagine: 48

Prezzo: € 10 Acquista
Descrizione:
Sono nata a Mestre il 27 Dicembre del 1924 alle 13,30, in una fredda giornata di neve e bufera in via Mazzini, dove ancora abito.
I miei genitori, Massimo Campesan era un commerciante, e mia mamma Zaira Viani era maestra. I Campesan venivano da Treviso e i Viani da Quistello in provincia di Mantova, il mio DNA è formato dalla fusione di una nonna friulana, una mantovana, un nonno maniscalco e uno agronomo.
Tutta la mia famiglia aspettava una femmina perché nella famiglia Campesan fino a quel momento erano nati tutti maschi. La scelta del nome è stata influenzata da Sara Bernard attrice di teatro molto ammirata a quel tempo.
Della mia prima infanzia ricordo alcuni flash: l’amore dei miei genitori, ma soprattutto il rapporto con la nonna e gli zii materni che sono stati determinanti per la mia formazione.
Il mio apprendimento era stimolato dalle mie zie maestre che sperimentavano su di me i loro metodi d’insegnamento, ma la nonna con le sue favole antiche era la mia preferita.
Ho goduto per molti anni l’amore di una nonna cara e brava che prendeva sempre le mie difese e l’adoravo quando sgridava mia madre che a volte cercava di domare la mia testardaggine con qualche sberla.
Sono comunque rimasta testarda.
Non sono andata alla scuola materna, ho giocato nel mio giardino con Giovanna, una bambina della mia età che abitava nella casa di fronte alla mia: il nostro dialogo ha attraversato la strada (a quel tempo privata) per anni, poi la sua famiglia si è trasferita a Torino e il nostro dialogo è stato interrotto.
Il mio cane Brik cresciuto con me, un cane grande e buono nato dall’incrocio di un pastore tedesco con un doberman, mi seguiva sempre, partecipava ai miei giochi anche se mangiava i miei burattini di gesso, cosa che mi faceva disperare. Giocavo con le lumache, le formiche, le lucciole, le lucertole e altri animaletti della terra; avevo anche un uccellino regalatomi da padre Giorgio, un cugino di mio papà che era un frate maestro d’organo e viveva al convento dei Frari a Venezia.
Era una grande gioia per me andarlo a trovare perché nel suo studio aveva numerosi uccellini, però non in gabbia, liberi e venivano a mangiare sulla mia mano.
Non ci sono Informazioni Aggiuntive

<<<Ritorna alla pagina precedente