DESCRIZIONE LIBRO

Codice: 01106

Titolo: TRÅGOS - pensiero e poesia nel tragico

Autore: Neil Novello

Collana: ZETA UNIVERSITÀ

Codice ISBN: 88-456-1408-8

Pagine: 240

Prezzo: € 30 Acquista
Descrizione:
Tràgos. Pensiero e poesia nel tragico nasce da un incontro e da una necessità: il dialogo (o l’incontro) tra i saggisti chiamati a scriverlo e la consapevolezza culturale (o la necessità) di donare il nome per sapere il cosa del tragico. Anzitutto però il tragico nei luoghi del tragico, o una partizione storico–culturale dislocata nella civiltà filosofico–letteraria dell’Occidente: la classicità greca, la premodernità, la modernità, il Novecento primo e il Novecento secondo. Perché Omero, la lirica greca, i Presocratici, la tragedia greca, Platone e Aristotele, il teatro di Shakespeare, Calderón e Racine, il pensiero di Schelling, Nietzsche, Schopenhauer, Kierkegaard ed Hegel, la dorsale teatrale tra Sette e Novecento con Alfieri, Manzoni, Pasolini e Testori, le idee di Leopardi, la filosofia di Michelstaedter, il pensiero teorico di Simmel, Lukács, Benjamin, Szondi, l’esperienza di Primo Levi, l’opera di Pasolini (cineasta) e Debord, la meditazione radicale di Cesarano e le ricognizioni nella poesia e nel romanzo tra Otto e Novecento sono autori e sono opere, sono i modelli di pensiero che di Tràgos. Pensiero e poesia nel tragico fanno un volume pensato per illuminare la complessità dell’orizzonte tragico nella filosofia e nel teatro, nella letteratura, nella poesia e nel cinema.
Se il tragico non è la morte, e anzi è dalla morte estinto, gli autori di Tràgos ritraggono la lingua del tragico come presenza nella vita, perché se non nella morte, se non nel morire, il tragico è una cifra del vivere. Non a caso, Georg Simmel elegge il creaturale a totalità della manifestazione tragica, perché in un «destino tragico» – scrive il filosofo berlinese – tutte le «forze distruttrici dirette contro un’entità scaturiscono proprio dagli strati più profondi di questa stessa entità e con la sua distruzione si compie un destino che era innato in essa». Il tragico è dunque il vitale della vita. Alla sua lingua, il vivere, è donato il nome che decifra la cosa, il nome che dice e la cosa che sa il tragico come essenza della specie umana.

Neil Novello (Oslo, 1969) vive a Bologna. Si occupa di poesia, narrativa e saggistica europea. Nel 2013 pubblica il cineromanzo Nostàlghia. In poesia scrive Falò de’ rosarî (2011) e Rosa meridiana (2004). È autore di un film, Mutterland (2006). In ambito saggistico, scrive Jean Genet. Epopea di bassavita (2012). Nel 2008, cura Apocalisse. Modernità e fine del mondo. Nel 2007 pubblica Pier Paolo Pasolini e Il sangue del re. L’opera di Pasolini, cura un commento al Principe di Machiavelli. Nel 2007 cura anche Da Caino a Hitler. Il diavolo e Finisterrae. Scritture dal confine. Nel 2005 cura Età dell’inumano. Saggi sulla condizione umana contemporanea, nel 2004 L’aurora immortale. Le arti e il cinema e La sfida della letteratura. Scrittori e poteri nell’Italia del Novecento. Nel 2002, Eversori e martiri. Attraverso Artaud, Conrad, Genet, Nizan.
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