DESCRIZIONE LIBRO

Codice: 09346

Titolo: PITTURA E FILOSOFIA

Autore: Gillo Dorfles - testi di Luca Cesari e Luigi Sansone

Collana: RIFILI

Codice ISBN: 88-456-1427-9

Pagine: 48

Prezzo: € 10 Acquista
Descrizione:
Tutto il percorso che porta Dorfles pittore al 1948, cioè alla prima formulazione nota della sua ricerca artistica nell’ambito del MAC, movimento che contribuisce a fondare e anche a improntare nello spazio ideale o ideativo, è lo stesso percorso che porta Dorfles critico, teorico, e ora sappiamo, anche poeta, al conseguimento di una propria estetica formulata e consegnata al Discorso tecnico delle arti del 1952. Il punto di passaggio, non l’unico, ma di certo più aderente al suo essenziale processo, è costituito da alcuni articoli degli anni ’48-’49 dedicati, in un qualche modo, al problema della “corrispondenza” delle arti (che occuperà ampiamente il libro del ’52), e che nell’approccio di Dorfles è possibile riconoscere come ampiamente improntato alla riflessione morfologica di Goethe.

A cavallo tra due secoli, nessun’altra figura di studioso al pari di Dorfles (nato a Trieste nel 1910) ha vissuto, senza timore d’impurità, la connessione tra forme artistiche e ricerca scientifica nella propria persona. Caso quanto mai raro: definire Dorfles vuol come dire riconoscere un orientamento al carattere di totalità dell’espressione artistica, nel senso di una “globalità della nostra attività gnoseologica” che l’autore asserisce, inclusiva d’arte, filosofia, critica, chiamate a integrarsi. La sua storia di pittore, cominciata in anni anteriori al costituirsi del movimento MAC – di cui è stato anche teorico – coincide con il prodursi dei primi saggi di critica apparsa sui periodici degli anni ’30. Del pari, il dialogo tra arte e teoria si è poi presentato nel rispetto dell’approccio sincronico caratteristico dei più noti lavori saggistici e sistematici della maturità, a decorrere dagli anni ’50, attraverso gli anni ‘60, ‘70, ‘80, ‘90, sino a oggi, ai più recenti titoli. Da Discorso tecnico delle arti (1952), a Le oscillazioni del gusto (1958), a il divenire delle arti (1959), a Ultime tendenze nell’arte d’oggi (1961), a Nuovi riti, nuovi miti (1965), L’estetica del mito (1967), Artificio e natura (1968), Elogio della disarmonia (1986), L’intervallo perduto (1988), e così via sino ai più recenti, a Itinerario estetico (2011) che li sorvola tutti – pare di ricostruire la storia stessa delle generazioni che son cresciute sui suoi libri. Infine, anche l’esistenza di una segreta produzione poetica, venuta alla luce solo in tempi recenti, anch’essa vivifica il nesso con la frondosa vis formativa svincolata da ogni tempo e spazio storico, ipotesi di lavoro ininterrotto e speculare alla sua matrice, rinvenuta in Goethe. Rientra dunque nel carattere di “totalità” dell’autore se a pari diritti con la pittura, con la filosofia, con la critica e la poesia, possono usarsi per Dorfles le stesse parole che lo studioso ha adoperato per Goethe in un lontano 1933: per comprenderne a pieno la personalità “è necessario abbracciare tutta la sua produzione (…) scientifica e, soprattutto, pittorica”.
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