DESCRIZIONE LIBRO

Codice: 09352

Titolo: INCIDENT REPORT - La complicata vita di un medico udinese nel primo ’800: Francesco Maria Marcolini

Autore: Mauro Dorella

Collana: RIFILI

Codice ISBN: 88-456-1456-9

Pagine: 272

Prezzo: € 20 Acquista
Descrizione:
Il dominio bonapartistico sull’Italia settentrionale si caratterizza per un impulso della politica sanitaria che ha il suo fulcro nella profilassi antivaiolo che oramai si fonda sulla rapida ed estesa applicazione della vaccinazione jenneriana. Oltre al suo indubbio effetto sulla prevenzione di una delle più terribili malattie che hanno tormentato la specie umana, la vaccinazione si caratterizza sin da subito per il suo precipuo valore di medicina sociale. Con tale connotato immanente essa non può non subire i contraccolpi, nella sua efficacia e sicurezza, provocati dalla precaria situazione politica e bellica.
In Friuli la profilassi jenneriana inizia ancora sotto il dominio asburgico grazie all’iniziativa privata dei medici volenterosi ed aggiornati e di figure rappresentanti gli strati elevati della società. Con l’avvento del Regno d’Italia l’articolazione statuale interviene direttamente con leggi e con un’organizzazione che deve affrontare gravi difficoltà mentali e pratiche. Nel Dipartimento di Passariano in questa fase emerge la figura di un giovane medico avianese, il dottor Francesco Maria Marcolini, che rapidamente assume un ruolo centrale nella contraddittoria esperienza della commissione dipartimentale di sanità e nella riorganizzazione della medicina di condotta udinese. Successivamente, pur con la sconfitta di Napoleone sui campi di battaglia, il dottor Marcolini continua ad incarnare il nuovo spirito della medicina sociale che prepotentemente si sta affermando nei paesi europei più evoluti tanto da ottenere, durante la fase di consolidamento della restaurazione asburgica, il primariato medico dell’ospedale cittadino, preceduto e seguito da un’attività editoriale cospicua.
Uno dei suoi testi pubblicati, intitolato Complicazioni della vaccina e stampato nell’autunno del 1823, riassume una tragica vicenda avvenuta durante la prima sessione di vaccinazione nel corso del 1814, successiva all’avvicendamento dei regimi politici. Il dottor Marcolini è costretto a constatare che, nella precarietà logistica, con la profilassi antivaiolo si è provocata un’epidemia cittadina di sifilide che ha colpito la gran parte dei bambini trattati e che si è diffusa anche negli ambiti familiari degli stessi.
Con grande senso di responsabilità il dottor Marcolini segue per anni l’evoluzione dei fatti e dopo un difficile e lungo periodo di incomprensioni, durante il quale tenta invano di proporre una nuova e più sicura metodologia di vaccinazione, si decide a pubblicare la sua esperienza risalendo alle radici delle motivazioni più nobili della sua professione ed esibendo profondità di dottrina scientifica nel tentativo di contrastare i molteplici avversari della profilassi che da un quarto di secolo si erano attivati in modo agguerrito.
La sua analisi e le sue proposte non sono accolte nell’immediatezza degli eventi ma egli avrà una rivincita postuma verso la fine dell’Ottocento quando invarrà come metodo sicuro ed efficace la procedura con linfa animale che mette fine alla potenzialmente pericolosa trasmissione transindividuale del pus vaccinico.

Mauro Dorella, padovano, lavora presso l’Ospedale Civile di San Daniele del Friuli.
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