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Ho confuso una carta con un tragitto di un’ape perduta e senza miele. Una madre afgana. Le prime scimmie nel giardino di un Eden lontano.
Bartus Bartolomes (Bartolomé Sànchez) nasce in Venezuela. Nel 1958 a sette anni vive precocemente la sua prima esperienza di esiliato in Colombia ed in Europa al cadere del regime politico del suo paese al quale era legata parte della sua famiglia. Dopo l’educazione media viaggia nuovamente per l’Europa e si stabilisce a Parigi. Lavora in varie accademie in diversi paesi come “libero uditore” e free-lance in numerosi campi. Nel 1969 scrive il manifesto dell’“Arte Cursi” da dove nasce il suo rapporto con l’arte kitch e lo sperimentalismo della strada che riassumerà nei libri: “Pigmeicidio”, “LumpenVisivo-LumpenHaiku”, “Flipper Postume”, “Azure Night Cup”, “Erotogramas y Chàcharas”, fino ad ora pubblicati solo in parte.
Attualmente vive tra Parigi, Rio de Janeiro e Caracas, lavora come consulente presso diverse istituzioni e imprese in relazione allo sviluppo di progetti di energia alternativa e, allo stesso tempo, scrive e cura la pubblicazione dei suoi libri continuando a collaborare al progetto museale che il Gruppo Zeta e la casa editrice Campanotto stanno sviluppando. Questo museo è destinato ad ospitare la più grande collezione nel mondo di bottiglie di diverse forme e materiali. Questo Museo della Bottiglia vuole diventare un punto di riferimento nel settore confortato dal fatto che cinque Biennali si sono occupate frequentemente di tale argomento negli ultimi anni. |
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